Archeologia

Locanda dell'Amorosa - Sinalunga - Siena - Toscana - Italia

La fattoria dell'Amorosa sorge su un modesto colle sovrastante la Val di Chiana e non risulta menzionata nella lettura archeologica tra le localitą che hanno restituito materiali di età etrusca. Ricerche di archivio ancora inedite, che renderò note in altra sede (vedi G. Paolucci, Sinalunga e Bettolle - due centri della Valdichiana, Sinalunga 1996), hanno invece permesso di accertare che, anche nelle immediate vicinanze della fattoria, nei primi anni di questo secolo avvennero ritrovamenti piuttosto interessanti.

L'allora proprietario dell'Amorosa, il Conte Alfredo di Frassineto, nel corso di lavori agricoli mise in luce resti di un edificio ornato con terrecotte architettoniche del II sec. a.C.. Parte di questi materiali furono donati alla Fraternita dei Laici di Arezzo, mentre alcuni rimasero presso la fattoria. I frammenti conservati ad Arezzo sono pertinenti alla decorazione in terracotta di un frontone e di particolare interesse risulta tra essi la parte inferiore di una figura virile nuda, seduta su una roccia, mentre tra gli altri materiali ancora conservati presso la Fattoria dell'Amorosa spicca una antefissa a testa di Athena con elmo bilobato che trova cogenti confronti con altri esemplari provenienti da Cosa e dal bel tempio di Talamone. Queste terrecotte architettoniche dovevano decorare un edificio a carattere sacro, ubicato a non molta distanza da un tracciato stradale importante che collegava l'area di Chiusi con la Val di Chiana e gli importanti centri della zona senese.

Verosimilmente doveva trattarsi di un sacello dedicato a qualche divinità collegata alla sfera della fertilità, come di solito avviene per santuari agresti, che doveva soddisfare le esigenze religiose di gruppi sparsi nella campagna e nel caso specifico del santuario dell'Amorosa, anche quelle dei viandanti che percorrevano il sottostante tracciato stradale.

Le ricerche sopra menzionate hanno permesso di accertare anche l'esistenza di tombe etrusche assai pił antiche dello stesso santuario, scoperte anch'esse dal Conte Alfredo di Frassineto e contenenti vasi di bucchero. Uno di questi è decorato con una stretta fascia ottenuta a cilindretto, con figure reali e fantastiche di fronte a due personaggi seduti su troni ad alta spalliera. Il vaso, uscito da una bottega chiusina, è databile all'inizio del VI secolo a.C. e la provenienza dall'Amorosa testimonia presso tale località l'esistenza di un piccolo insediamento di età tardo orientalizzante che future ricerche potranno identificare con maggiore precisione.

Ringrazio Carlo Citterio, proprietario dell'Amorosa, per avermi gentilmente consentito di prendere visione dei reperti etruschi.

Giulio Paolucci, Quaderni Sinalunghesi, Anno IX, n. 3 Dicembre 1998